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LEGALITÀ SÌ, FASCISMO NO


Da qualche tempo si respira una preoccupante aria di riorganizzazione delle formazioni politiche di estrema destra, sempre più visibili e aggressive nella modalità d’azione. Nel corso degli ultimi anni questo ha consentito loro di uscire da un “radicamento storico” all’interno di determinati quartieri della città.

Navigando nei siti web di queste organizzazioni di matrice fascista è facile imbattersi in frasi che hanno come contenuto primario il richiamo alla violenza. In alcuni di questi l’aggressività è vista come unica fonte di “comunicazione” e come unico mezzo per perseguire il proprio scopo politico; questo pensiero trova terreno fertile in molti ragazzi delle nostre periferie, i quali vedono nell’ ideologia fascista l’unica fonte di salvezza da un mondo che li emargina e non li rende partecipi delle trasformazioni.

Le nostre parole trovano riscontro nei fatti di cronaca cittadina come le vicende di Casal Bertone, le aggressioni davanti al “Qube”, gli attacchi premeditati di Villa Ada, gli episodi razzisti al Pigneto, l’aggressione ad un conduttore di Radio ‘deegay’ e infine la gratuita e intollerabile aggressione del 27 maggio alla “Sapienza”. Per non parlare del clima che da qualche anno si respira nella consulta provinciale degli studenti liceali, dove il gruppo estremista del “blocco studentesco” impedisce qualsiasi forma di dialogo costruttivo.

Il Fascismo è un attentato alla Costituzione e ai principi democratici:

- è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista (XII disposizione finale e transitoria della Costituzione);

- sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare (art.18 comma II - Costituzione);

- in attuazione della XII disposizione della Costituzione la Legge del 20 giugno 1952, n.645 anche detta “Legge Scelba”, sancisce il reato commesso da chiunque fa propaganda per la costituzione di un’associazione avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo. Altresì è reato quando un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista esaltando o usando la violenza come metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza.

Chiediamo:

ATTRAVERSO QUESTO DOCUMENTO ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ A TUTTE LE PERSONE CHE NEGLI ANNI SONO STATE VITTIME DELLA CODARDA VIOLENZA FASCISTA.

Pubblicato il 3/6/2008 alle 11.32 nella rubrica Documenti.

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